Platone nacque, naturalmente,ad Atene intorno al 428 aC.Non fu soltanto filosofo.Egli si interessò all'apertura di una vera e propria Accademia (il cui operato continuò anche dopo la morte del flosofo) ma si occupò anche di politica.Quello di cui voglio parlare,infatti,è il suo modello di stato.Un modello a tratti utopico,tanto è vero che fu soggetto a revisioni dallo stesso filosofo.La società Ateniese era regolata dalle serie leggi della polis,che però negli anni di Platone era in decadimento.Fu ciò a causare il suo interessamento politico.Per Platone,lo Stato è necessario poichè l'uomo non può vivere da solo ma ha bisogno dell'altro.Lo Stato di Platone è caratterizzato da una tripla società.Dei produttori (che hanno come compito il produrre per il bene del popolo) , i guardiani (che proteggono la città dalle guerre ,sempre generate dalla ricerca di beni superflui) e infine i filosofi (chiamati per la loro saggezza a governare).
Ma non è questo il punto fondamentale.Platone critica ogni singolo modello di stato già esistente.Critica la timocrazia,l'oligarchia,la democrazia e infine la tirannide.Per lui lo Stato deve essere armonia,coraggio e sapienza.
Cosa penso? Che Platone dovrebbe vivere oggi,nel 2009,per capire che forse creare un "modello di stato" è molto più complicato di quanto si possa pensare.
Al giorno d'oggi siamo emancipate noi donne,votiamo tutti (a prescindere dalla classe sociale) appena compiuti i 18 anni.C'è libertà di parola,di pensiero.Andiamo tutti a scuola dovrebbe esserci sapienza.Non viviamo più nelle epoche dei riti magici e delle credenze mistiche,e dovrebbe esserci coraggio.Eppure non è così.Il nostro Stato non è nemmeno lontanamente lo Stato giusto sognato da Platone.Basta pensare alle persone che ci rappresentano.Basta pensare che oggi diventare "politico" significa essere sempre al centro di gossip, fare soldi in TV , scappare da processi giudiziari.
Insomma,urge un'attenta riflessione: è davvero questo lo stato in cui vogliamo vivere? Alzi la mano chi è soddisfatto...
{Di fronte a uomini siffatti che si occupavano di politica quanto più riflettevo tanto più mi sembrava difficile dedicarmi alla politica mantenendomi onesto... (Platone)